Cardiomiopatia Dilatativa

170 Flares 170 Flares ×


Che cos’è la Cardiomiopatia Dilatativa?

cardiomiopatia dilatativa

La cardiomiopatia dilatativa si caratterizza fondamentalmente per la compromissione della funzione di pompa dei ventricoli, dilatazione ventricolare e sintomi di scompenso cardiaco congestizio. L’indagine istologica rivela estese aree di fibrosi interstiziale e perivascolare con minima quota di necrosi e infiltrazione cellulare, possibile risultato finale di un danno miocardico prodotto da vari fattori tossici, metabolici o infettivi. Forme tossiche sono quella alcolica, da cocaina o da farmaci (doxorubicina, ciclofosfamide), le forme infettive rappresentano generalmente l’evoluzione di una miocardite acuta virale.

Sintomi della cardiomiopatia dilatativa

  • Dispnea parossistica notturna
  • Dispnea da sforzo
  • Astenia
  • Ortopnea
  • Cardiopalmo
  • Edemi


Diagnosi della cardiomiopatia dilatativa

Con l’ECG si possono riscontrare tachicardia sinusale, fibrillazione atriale, aritmie ventricolari o alterazioni aspecifiche, talora difetti di conduzione intraventricolare e cardiomegalia. L’ecocardiogramma mostra dilatazione dei ventricoli con pareti di spessore normale o minimamente aumentato .
La scintigrafia radio isotopica con gallio 67 è utile per distinguere la miocardiopatia dilatativa da forme dovute a malattia coronarica.
La biopsia endomiocardica è utile per escludere tutte le possibili cause di miocardiopatia secondaria, visto che le forme primarie non presentano peculiari quadri istologici.

Terapia della cardiomiopatia dilatativa

Il trattamento da adottare è quello normalmente utilizzato per lo scompenso cardiaco con dieta iposodica, diuretici, digitale (ricordando sempre l’alto rischio di tossicità) e vasodilatatori (ed idrazina, nitrati ed ACE inibitori). Il ruolo della terapia antiaritmica è controverso, per la possibilità di effetti proaritmici. La terapia anticoagulante invece andrebbe somministrata a tutti i pazienti, a meno di gravi controindicazioni, per ridurre il rischio di complicanze tromboemboliche. Nelle forme avanzate e refrattarie alla terapia medica il trapianto cardiaco può essere indicato.


170 Flares Twitter 119 Facebook 22 Google+ 29 Email -- 170 Flares ×